Il Museo Archeologico Lavinium

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Nelle campagne che circondano Pomezia, in località Pratica di Mare, cuore di una regione antica già agli occhi del poeta Virgilio, si trova il Museo Civico Archeologico Lavinium, a ridosso del Borgo il cui insediamento medievale si erige sulle vestigia storiche dell’antica Lavinium, civitas religiosa dei Popoli Latini, che la leggenda vuole fondata da Enea.
Dal 2005 raccoglie una parte significativa dei reperti rinvenuti nelle numerose campagne di scavo realizzate sul territorio, databili tra il X sec. a.C. e l’Età romana. Il percorso espositivo si articola in cinque sale, in cui il mondo antico si rivela al visitatore grazie a un allestimento molto suggestivo, multimediale e interattivo che valorizza lo straordinario patrimonio archeologico del museo.
A dare il benvenuto all’ingresso del Museo è la statua di Minerva Tritonia. Questa spettacolare statua in terracotta, risalente al V secolo a.C., raffigura la dea Minerva, alla quale, nell’antica Lavinium, era dedicato un importante santuario. La dea indossa un elmetto, una corazza con la testa di Medusa, ed è armata di scudo e spada. Il nome “Tritonia” è dovuto alla piccola figura del dio fiume Tritone, in piedi accanto alla dea, il cui corpo è per metà umano e per metà a forma di pesce.
Dal deposito votivo legato al culto di Minerva, protettrice dei matrimoni e delle nascite, sono state rinvenute le statue in terracotta esposte nella prima sala del Museo, raffiguranti offerenti, realizzate a grandezza naturale e originariamente policrome. Queste eccezionali sculture, databili tra il V e il III secolo a.C., spiccano per bellezza, qualità esecutiva e cura del dettaglio.

Dallo stesso deposito votivo provengono le teste votive allestite nella seconda sala, dedicata al Mundus Muliebris: i gioielli e le acconciature, riprodotti fedelmente, testimoniano il lusso e il prestigio delle classi più ricche e nobili che frequentavano il santuario della dea.

Il percorso prosegue con una sala dedicata a Enea, mitico eroe e fondatore di Lavinium, le cui gesta furono narrate, per volere dell’imperatore Augusto, dal poeta Virgilio. Nel poema virgiliano Enea fugge dalla città di Troia in fiamme, con suo padre Anchise e il figlioletto Ascanio, alla ricerca di una nuova patria. Un video descrive il viaggio dell’eroe attraverso il Mar Mediterraneo e la suggestiva scenografia, con la ricostruzione su piccola scala di una nave in bronzo, è intesa come rappresentazione simbolica delle sfide che i primi marinai greci hanno dovuto affrontare prima di approdare sulle nostre coste. Oltre al prestigio dovuto alla mitica fondazione da parte dell’eroe troiano, l’antica città di Laviunium era definita civitas religiosa per la presenza di numerosi e importanti santuari, il più importante dei quali è da individuarsi nell’area sacra dei Tredici Altari, che si trovava subito a sud dell’acropoli. In questo luogo sacro furono rinvenuti numerosi e diversi materiali votivi; molto interessanti i vasi rituali a figure nere di importazione greca, fra cui la celebre coppa dei Dioscuri del VI sec. a.C. Il percorso espositivo è arricchito anche da corredi funebri di una delle necropoli protostoriche indagate, con tombe databili tra il IX e il VII sec. a.C.

La visita al Museo termina con una suggestiva sala dedicata al cosiddetto Heroon di Enea. La tomba era in origine coperta da un tumulo e forse appartenente a un personaggio importante del VII secolo a.C., che fu sepolto con i suoi preziosi oggetti personali. Alla fine del IV secolo a.C. avvenne la monumentalizzazione della tomba, ormai associata alla figura di Enea e dove si svolgevano rituali. Il monumento funerario fu così trasformato in una sorta di santuario con la costruzione di una cella inaccessibile e chiusa da una falsa porta in tufo a due battenti.

 

Contatti
museo.lavinium@comune.pomezia.rm.it
museoarcheologicolavinium@gmail.com
Tel. 06 91984744