Itinerario C

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Rio Martino, le cui sponde segnano il confine tra il Comune di Latina con quello di Sabaudia, costituisce il tratto finale del Canale delle Acque Medie. Di esso si hanno testimonianze documentarie sin dal XII-XIII secolo; con i lavori degli anni Venti e Trenta si costruì la Foce con “moli di protezione” sistemando l’ultimo tratto “a banchina per barche da pesca e piccoli velieri”.

 

Nelle vicinanze insisteva la Torre di Fogliano, una delle torri costiere di avvistamento edificate tra XVI e XVII secolo sulle coste laziali per difendere i territori interni dello Stato Pontificio; andò distrutta durante i bombardamenti nel 1943.

Rientrando all’interno arriviamo rapidamente a Borgo Grappa, già Porcareccia o Archi di San Donato nel XVIII secolo e poi Casal dei Pini.

 

Corrisponde a un insediamento romano; a tale periodo appartiene anche l’acquedotto, restituito alla luce nel XVIII secolo e che l’ingegner Gaetano Rappini rappresentò nella cartografia del suo progetto di bonifica.

 

Il Villaggio-operaio a Casale dei Pini viene edificato, tra il 1929 e il 1931, all’incrocio di due assi viari (la Litoranea e il prolungamento verso il mare della strada Migliara 45) previsti dal progetto di bonifica redatto dal governo nazionale.

Il Villaggio, principalmente al servizio degli addetti al cantiere di Rio Martino, fu dotato di alloggi, torre dell’acquedotto, scuola rurale, magazzino e chiesa – progettata dall’architetto reggiano Guido Tirelli – che si aggiunsero all’ottocentesco Casale.

 

Al bivio tra la Litoranea e la strada che porta a Latina, sulla sinistra, si incontra l’ingresso a Villa Fogliano, con i suoi 120 ettari di parco e 400 di lago, inserita nei confini del Parco Nazionale del Circeo.

 

Il sito risale all’epoca romana; poi appartenne all’abbazia di Grottaferrata e a quella di Subiaco; dal X secolo fu proprietà degli Annibaldi, signori di Sermoneta, e nel 1302 passò ai Caetani, che la conservarono fino al 1925; dopo alterne vicende, dal 1984 è diventato bene demaniale.

 

Del complesso della Villa Fogliano fanno parte il Casino di Caccia del 1742, che ingloba strutture del XVI secolo, la Palazzina del 1877 rimaneggiata nel 1919, la Nuova Chiesa di San Michele del 1899, la Casina inglese (fine XIX secolo), il Procoio, l’imbarcadero e gli edifici residenziali e di servizio per i lavoranti addetti all’attività della pesca nel lago e dell’allevamento dei bufali.

 

Andando verso Latina si trova Borgo Isonzo, realizzato dall’Opera Nazionale Combattenti nel 1932 in località Bivio Antonini, continuando invece sulla Litoranea e poi girando verso il mare su via del Lido, si arriva a Capoportiere, con il suo caratteristico impianto idrovoro costruito nel 1933.

 

Proseguendo invece sulla Via Litoranea, si giunge a Borgo Sabotino, uno dei primi borghi che viene costruito nell’area sottoposta a bonifica.

 

Fu edificato dal Consorzio della Bonifica di Piscinara nel 1929 con il nome di Villaggio operaio a Passo Genovese al servizio delle opere della foce del canale delle Acque Alte e per asciugare i pantani di Foceverde.

 

Qui sfocia il canale delle Acque Alte che, nell’ultimo tratto, ricalca una struttura idrografica naturale e assume il nome più antico di Canale Moscarello. Nel sito si trova anche la Torre di Foceverde, progettata ed edificata a spese dei Caetani, un’altra delle torri costiere edificate sulla costa laziale a scopo di difesa.

 

Nei pressi, sempre sul lato mare, sono visibili i resti di un ponte settecentesco utilizzato come pontile per l’imbarco del legname d’alto fusto, di cui erano ricchi i boschi retrostanti. Il ponte ne sostituiva uno più antico, di legno, al quale attraccavano i Genovesi che, come ricorda appunto il toponimo Passo Genovese, venivano ad acquistare legname per il loro arsenale e scaricavano il materiale ferroso proveniente dall’isola d’Elba e destinato alle Ferriere di Conca.

 

Percorrendo la Strada Valmontorio, dal nome della Tenuta Borghese tra l’Astura, il canale Mastropietro (opera idraulica privata che immetteva acqua dolce dell’Astura nel lago di Fogliano in periodo estivo, negli anni Trenta fu reinalveato più a monte come allacciante del Canale delle Acque Alte), si incontra un altro impianto idrovoro, l’Idrovora di Valmontorio.

Proseguendo, si incrocia la foce del fiume Astura, con la sua profonda pineta, oltre la quale si situa la caratteristica Torre Astura, nel comune di Nettuno, struttura medievale su costruzione più antica (secoli I a.C. -I d.C.). Qui nel 1268 riparò Corradino di Svevia, sconfitto a Tagliacozzo, prima di essere consegnato a Carlo d’Angiò, re di Napoli, e di essere decapitato.

 

Imboccando la Strada provinciale 106b, dopo qualche km arriviamo infine al piccolo Borgo di Acciarella, frazione di Latina dal 1934, che si caratterizza per l’azienda ottocentesca, cui fece capo la Bonifica dei Borghese e che negli anni ’20 ospitò un centro diagnostico antimalarico della Croce Rossa, presidio sanitario per il vicino Borgo delle Ferriere.