Itinerario 5

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Da Piazza del Popolo, costeggiando su via Diaz l’edificio ex sede del Consiglio ed Ufficio provinciale dell’economia corporativa e poi della Camera di Commercio (di fronte insisteva il Cinema-Teatro Dell’Aquila, abbattuto negli anni Sessanta), giungiamo a Piazza della Libertà, ex Piazza XXIII Marzo.

 

Poche centinaia di metri e solo due anni separano la realizzazione di Piazza del Popolo con i suoi edifici da Piazza della Libertà.

Ma sono evidenti il salto di imponenza e monumentalità che corrisponde alle nuove funzioni che la città si appresta a svolgere.

 

Sia la fontana al centro della Piazza che gli edifici pubblici di quinta sono opera dell’architetto Oriolo Frezzotti.

La fontana (1936), caratterizzata da un doppio sistema di vasche, sormontate da un fascio di spighe, simbolo della redenzione dell’Agro e della vittoria della Bonifica sulla palude, fu donata a Littoria dalla città di Asti per sottolineare e valorizzare l’evento del 28 ottobre 1936 in cui 340 coppie astigiane di contadini celebrarono la “Sagra della nuzialità”. La cerimonia fu seguita da un viaggio in treno che portò i giovani a Roma e 60 di quelle coppie poterono raggiungere Littoria e assistere all’inaugurazione della fontana con le spighe – l’8 novembre 1936 alla presenza dei Podestà di Littoria e Asti – che reca ancora l’incisione: “Questa pubblica fontana/ Asti antica a Littoria giovane/ nel segno fecondo dell’aratro e della spada. VIII Nov. XV E.F.”

 

Intorno alla Piazza, la Caserma dei Carabinieri (1932) profondamente rimaneggiata negli anni Settanta-Ottanta, il Palazzo Compagnia Assicuratrice Milano (1939); l’edificio Riunione Adriatica Sicurtà con leone veneziano (1934); il Palazzo INA (1934); l’edificio ex sede della Banca d’Italia.

 

Il Palazzo del Governo, inaugurato il 18 dicembre 1934 in concomitanza con l’istituzione della Provincia di Latina, è sede della Prefettura e dell’Amministrazione provinciale.

 

L’edificio è scandito da un ordine di archi e pilastri, il cui corpo centrale, rivestito in travertino, avanza sulla Piazza rispetto al resto del volume, rivestito in cortina mettendo in risalto le opere d’arte: iscrizioni con testi di Plinio il Vecchio e di Mussolini, stemmi, sculture allegoriche e un fregio in marmo verde, di Francesco Barbieri, che corre lungo il balcone e rappresenta la divinità Cerere, Igea e Minerva, e le allegorie della guerra e della bonifica.

 

All’interno, nella sala della Consulta che affaccia sul balcone, è conservato il ciclo pittorico di Duilio Cambellotti “La redenzione dell’Agro”.

 

A chiusura della Piazza i due Palazzi I.N.A. raffrontati (1934; 1936). Sotto i portici si trova il ristorante “Impero”, il più vecchio ristorante della città, aperto dal 1934.

 

Percorrendo Via delle Medaglie d’oro si giunge al Parco pubblico Falcone e Borsellino (ex Arnaldo Mussolini).

 

Il Parco nel suo disegno ripropone il modello urbano con i suoi raggi, incroci e piazze; quella centrale è segnalata dal Monumento ai Caduti, un monolite alto 15 metri, collocato nel 1959 su una fontana-altare, progettato da Oriolo Frezzotti.