Itinerario 2

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Da Piazza del Popolo, attraverso due passaggi pedonali ad arco sottostanti l’edificio residenziale che si affaccia sul lato ovest della Piazza, si accede a Piazza dei Bonificatori.

Qui sorge il Palazzo delle Poste, progettato dall’architetto Angiolo Mazzoni.

 

Estremamente eclettico nell’espressione progettuale, che spazia dal futurismo al costruttivismo al razionalismo, Mazzoni è uno dei maggiori progettisti di edifici pubblici, stazioni ed edifici ferroviari e postali della prima metà del XX secolo.

Progettò la stazione Ferroviaria di Latina e realizzò significativi interventi nelle stazioni ferroviarie delle maggiori città italiane nonché numerosi edifici pubblici, tra i quali spiccano gli uffici postali di Grosseto, Sabaudia, Latina, Ostia, Palermo e Trento.

 

Tommaso Marinetti, il fondatore del movimento futurista, all’indomani della sua inaugurazione, esaltò il Palazzo delle Poste come esempio di architettura improntata allo spirito e ai canoni del Futurismo. Mazzoni stesso aderirà successivamente al Futurismo e nel 1934 sarà tra i promotori del Manifesto Futurista dell’architettura aerea.

L’edificio originale, rivestito in cotto e sottolineato da finiture in travertino, era anche caratterizzato dalla presenza di una caratteristica scala esterna e da grate metalliche semicilindriche che dilatavano le superfici curve, conferendo all’edificio un carattere più dinamico.

Nel 1934, con l’istituzione della Provincia di Littoria, l’edificio originale fu ampliato con l’accostamento, lungo l’asse Piazza del Popolo-Piazza del Quadrato, di un elemento absidato fasciato da un alto zoccolo di travertino.

 

Negli anni Sessanta parte dell’edificio originale, in particolare l’ala su cui insisteva la scala esterna, fu abbattuto per realizzare l’espansione in cemento armato che è attualmente visibile.

 

Nel giardino di fronte al Palazzo delle Poste, in parte modificato rispetto all’impianto originario, si può ammirare il Leone alato bronzeo donato dalla città di Venezia nel 1957, in occasione del XXV anniversario della fondazione della città.

 

Dal Palazzo delle Poste, percorrendo Viale Italia (già via Principessa di Piemonte), si costeggiano due Palazzi INCIS simmetrici, costruiti nel 1936 su progetto degli ingegneri Allegra e Petrilli, con i loro caratteristici giardini interni, che affacciano su Piazza del Quadrato.

 

Il nome della piazza ricorda non solo il toponimo originale del luogo su cui poi sorgerà Piazza del Popolo – Cancello del Quadrato – ma anche il primo insediamento voluto dal Consorzio di Bonifica, quel Villaggio del Quadrato poi raso al suolo per la costruzione della nuova città.

 

Sulla piazza domina la sede dell’ex Opera Nazionale Combattenti, che oggi ospita il Museo della Terra Pontina, mentre sugli altri lati si fronteggiano simmetricamente due edifici residenziali e commerciali, destinati originariamente ad accogliere, nel piano porticato rialzato, il mercato agrario. Sugli edifici sono ancora presenti e ben visibili gli anelli per l’ancoraggio del bestiame.

 

I tre edifici di Piazza del Quadrato sono decorati da gruppi di statue (1932), opera dell’artista vicentino Egisto Caldana: la Famiglia rurale nelle due versioni poste sulla sommità dei due edifici laterali e le allegorie della Fecondità con cornucopie, poste simmetricamente sulla facciata della sede del Museo.

 

Al centro della piazza un giardino con arredi marmorei originali e la fontana con la statua bronzea dello scultore bolognese Pasquale Rizzoli “Il genio della bonifica”.

 

Il “Monumento al Bonificatore” è invece opera dello scultore Amedeo Presutti, autore anche dello stemma e del gonfalone della città.

 

Percorrendo un tratto della circonvallazione, si giunge al Piazzale dedicato a Natale Prampolini, Commissario governativo dei Consorzi di Bonifica dell’Agro Pontino.

 

Sullo sfondo della piazza lo Stadio comunale. Progettato dall’architetto Oriolo Frezzotti su committenza dell’Opera Nazionale dei Combattenti e Reduci, venne inaugurato nel 1935. La struttura monumentale è scandita da sei pilastri serrati fra due ali semicilindriche a due piani con ampia terrazza al primo piano.

 

Alle spalle dello Stadio si erge ancora la Torre del vecchio Acquedotto.