Itinerario 1

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Sulla strada che collega la Stazione al centro della città, nel lotto d’angolo tra Corso Matteotti (già Corso Principe Umberto) e Viale XVIII Dicembre (già Viale Benito Mussolini), troviamo la sede del Consorzio di Bonifica (1936). Progettato dall’architetto Oriolo Frezzotti, l’edificio espone sotto la copertura dell’atrio un interessante rilievo verticale che registra lo stato della Bonifica Integrale al 1937. Nella sede del Consorzio sono presenti ancora materiali archivistici relativi alla bonifica dell’Agro Pontino; molti altri materiali sono stati invece consegnati all’Archivio di Stato e alla Biblioteca Comunale di Latina.

 

Percorrendo Corso Matteotti, sulla sinistra, dove ora insiste il grattacielo Pennacchi, sorgeva la Casa del Contadino (1938), uno degli edifici più significativi della città di fondazione, progettato dall’architetto Florestano Di Fausto, abbattuto negli anni Sessanta. Dell’opera sono rimaste solo tre statue, due esposte davanti a Palazzo M e una davanti al Tribunale.

 

Proseguendo, si giunge a Piazza del Popolo (ex Piazza del Littorio), il fulcro del sistema radiocentrico della città di fondazione.

 

Gli edifici che la circondano – l’attuale Circolo Cittadino (già Casa del Fascio e Opera Nazionale Dopolavoro), l’ex Albergo Littoria, poi Albergo Italia e oggi sede della Biblioteca comunale, una parte dell’ex Cinema Teatro Dell’Aquila (il resto su via Diaz fu demolito negli anni Sessanta) – sono caratterizzati dal basso portico architravato e dallo stacco tra il travertino e l’intonaco. Sul lato ovest un edificio residenziale, attraversato da due passaggi pedonali, separa Piazza del Popolo da Piazza dei Bonificatori.

 

Il Palazzo comunale è a due piani con piano rialzato a portico, rivestito in travertino e cortina, con copertura a tetto. La Torre civica, alta 32 metri, rivestita completamente da travertino che ne esalta la verticalità, presenta un caratteristico orologio e la cella campanaria, che ospita una campana eseguita su disegno di Frezzotti. L’ingresso al municipio è sormontato da loggia con lapide commemorativa. All’interno l’ampio giardino è ornato da una statua bronzea (Dafne, 1923) dell’artista Elisabetta Mayo donata al Comune nel 1933.

 

Il lato est della Piazza era originariamente aperto. Nel 1935 fu realizzata la vecchia sede dell’Intendenza di Finanza, che ancora ospita diversi uffici pubblici. L’impostazione architettonica monumentale, esaltata dal rivestimento in travertino, rompe in modo netto con il resto degli edifici della piazza; l’edificio è visibilmente l’espressione di una fase successiva alla prima fase della fondazione, in cui la città, nel trasformarsi da centro rurale a capoluogo di provincia, marca anche con l’architettura il suo nuovo ruolo.

Nella Piazza, al centro di un giardino all’italiana, la fontana, un monumento all’acqua con la sfera in travertino collocata nel 1939.

 

 

Proseguendo lungo corso della Repubblica (ex corso Vittorio Emanuele III), si arriva a Piazza San Marco, l’ex Piazza Savoia, realizzata nel 1933, che rappresentava il centro religioso-educativo della città nuova. Sulla Piazza si affaccia la Chiesa di San Marco, collegata mediante bassi portali laterali con l’asilo e l’oratorio. La facciata presenta un alto portico a tre archi in tufo e travertino e ai lati le statue dei quattro evangelisti, incorniciate da pilastri che chiudono il prospetto. Il campanile, alto 37 metri, sorregge una copia della Madonnina del Duomo di Milano, donata nel 1933 dall’Automobile Club di quella città. L’interno, caratterizzato da un’unica navata su cui si accostano le cappelle tra loro comunicanti, è stato curato con particolare attenzione dall’architetto Oriolo Frezzotti, che ne ha progettato la pavimentazione, il rivestimento, l’arredo, l’illuminazione e l’altare maggiore (ora rimosso).

 

In asse con la fontana-colonna al centro della Piazza, si ergono l’ex Opera Nazionale Balilla e la sede delle Associazioni combattentistiche.

Il primo edificio si caratterizza per la sua forma cilindrica, sottolineata dai deboli rilievi dei fasci littori incisi a tutta altezza, e per l’alto portale di tufo, fiancheggiato da statue marmoree raffiguranti atleti (ora perdute). Sottoposto ad una profonda azione di restauro interno, è ora sede del museo dedicato a Duilio Cambellotti. L’altro edificio, analogo per altezza, è arricchito dalle decorazioni di quattro tondi scolpiti (ancora in sito), raffiguranti allegorie della maternità e della guerra.

 

Proseguendo ancora oltre su Corso della Repubblica, arriviamo al cosiddetto Palazzo “M” (ex Casa del Fascio).

L’imponente edificio faceva parte di un progetto più ampio, il Foro Mussolini. Questo comprendeva anche l’ex Caserma della Gioventù Italiana del Littorio (G.I.L.) che, realizzata nel 1942 su progetto dell’architetto Oriolo Frezzotti, è stata successivamente incorporata nell’attuale Palazzo della Cultura, con ingresso su Corso Umberto I, sede del Teatro intitolato a “Gabriele D’Annunzio” e dei Musei Civici. Il progetto comprendeva una piazza porticata che doveva collegare corso Umberto I e l’attuale Corso della Repubblica, ma la guerra ne impedì la realizzazione e in quello spazio negli anni Sessanta furono costruiti gli attuali edifici. Nel 1944 inoltre i bombardamenti distrussero la torre centrale di Palazzo M, rivestita con marmo verde, porfido rosso e travertino bianco. Al suo interno sono oggi custodite due importanti opere di Duilio Cambellotti: le riproduzioni in bronzo del Frontone del Monumento ai caduti di Priverno e l’Aquila Eastman.

 

Nello spazio antistante all’edificio, ora sede del Comando della Guardia di Finanza, si possono osservare due delle quattro statue in marmo di Carrara, la Madre rurale e la Portatrice di pane, che decoravano l’ingresso della Casa del Contadino.