Pomezia

Pomezia, quinto comune dell’Agro Pontino-Romano ufficialmente istituito il 3 giugno 1938, trova come antefatto   progettuale il concorso nazionale, riservato ad ingegneri e architetti italiani, per la “Progettazione del Piano Regolatore del Centro Comunale di Pomezia”, propagandato il 1 ottobre 1937 da Araldo di Crollalanza, allora Presidente dall’Opera Nazionale Combattenti. Come da procedura fondativa, secondo quanto deliberato dal bando di concorso, Pomezia deve rispondere alle esigenze di un “borgo rurale” in relazione alla sua posizione geografica e vocazione agro – pastorale alle porte di Roma. Concezio Petrucci, Mario Tufaroli Luciano, Emanuele Filiberto Paolini e Riccardo sono gli architetti e ingegneri proclamati vincitori del concorso di secondo grado, già autori e vincitori del concorso bandito per la realizzazione di Aprilia. Il 25 aprile del 1938, con la posa della prima pietra da parte del Primo Ministro del Governo, partono i lavori per la costruzione della nuova Città. Anche per Pomezia si segue il modello di progettazione urbanistica pensato per l’Agro Pontino – romano e così si edificano subito gli edifici di rappresentanza: la Casa Comunale, la Torre-Serbatoio, la Posta, la Chiesa, la Casa del Fascio e la Scuola, con la stessa tenace, organizzata e spedita attività di cantiere già sperimentata per le altre città consorelle. In appena 18 mesi sono innalzati, oltre agli edifici programmati dal bando nel secondo gruppo, una serie di abitazioni, servizi e spazi adeguati ad accogliere coloni e colletti bianchi, provenienti da diverse Regioni d’Italia (Campania, Abruzzo, Umbria, Marche, Veneto, Emilia Romagna, Trentino). Pomezia, pur pensata sui concetti di base delle Città – giardino di Ebenezer Howard e malgrado l’enfasi dottrinale del tempo verso la sfiducia per l’urbanesimo e le sue certezze per la vita agricola, è oggi centro per industrie medie e piccole.

Pomezia, quinto comune dell’Agro Pontino-Romano ufficialmente istituito il 3 giugno 1938, trova come antefatto   progettuale il concorso nazionale, riservato ad ingegneri e architetti italiani, per la “Progettazione del Piano Regolatore del Centro Comunale di Pomezia”, propagandato il 1 ottobre 1937 da Araldo di Crollalanza, allora Presidente dall’Opera Nazionale Combattenti. Come da procedura fondativa, secondo quanto deliberato dal bando di concorso, Pomezia deve rispondere alle esigenze di un “borgo rurale” in relazione alla sua posizione geografica e vocazione agro – pastorale alle porte di Roma. Concezio Petrucci, Mario Tufaroli Luciano, Emanuele Filiberto Paolini e Riccardo sono gli architetti e ingegneri proclamati vincitori del concorso di secondo grado, già autori e vincitori del concorso bandito per la realizzazione di Aprilia. Il 25 aprile del 1938, con la posa della prima pietra da parte del Primo Ministro del Governo, partono i lavori per la costruzione della nuova Città. Anche per Pomezia si segue il modello di progettazione urbanistica pensato per l’Agro Pontino – romano e così si edificano subito gli edifici di rappresentanza: la Casa Comunale, la Torre-Serbatoio, la Posta, la Chiesa, la Casa del Fascio e la Scuola, con la stessa tenace, organizzata e spedita attività di cantiere già sperimentata per le altre città consorelle. In appena 18 mesi sono innalzati, oltre agli edifici programmati dal bando nel secondo gruppo, una serie di abitazioni, servizi e spazi adeguati ad accogliere coloni e colletti bianchi, provenienti da diverse Regioni d’Italia (Campania, Abruzzo, Umbria, Marche, Veneto, Emilia Romagna, Trentino). Pomezia, pur pensata sui concetti di base delle Città – giardino di Ebenezer Howard e malgrado l’enfasi dottrinale del tempo verso la sfiducia per l’urbanesimo e le sue certezze per la vita agricola, è oggi centro per industrie medie e piccole.

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