Guidonia-Montecelio

Nel marzo del 1935, Mussolini incarica l’Istituto Case Popolari di studiare il piano regolatore e la costruzione di edifici per la fondazione di una nuova città a circa trenta chilometri da Roma, sulla via Tiburtina. Dal 1916, nella zona pianeggiante ai piedi di Montecelio, gravita un piccolo aeroporto militare per l’addestramento dei giovani piloti che prende il nome dal Ten. Col. Alfredo Barbieri, morto in quello stesso anno durante un combattimento. Il risultato è Guidonia, centro che prende il nome dal Ten. Gen. Alessandro Guidoni, aviatore deceduto nel 1928 durante un volo sperimentale con il paracadute. Ed è proprio la presenza dell’aeroporto che ne suggerisce la fondazione, che dovrà ospitare ufficiali, sottufficiali ed addetti civili impiegati presso il grande centro di studi aeronautici e l’aeroporto. Il piano regolatore della città si ispira a quelli realizzati per le precedenti città di fondazione: si rilevano quindi l’impianto ortogonale di strade, la piazza civica dominata dalla Torre Littoria e, ben distinto da questa, il centro religioso costituito, nel caso di Guidonia, dalla chiesa della Madonna di Loreto, posta sulle pendici del colle di Montecelio. La città, come da cronoprogramma, è costruita in tempi brevissimi, in solo 425 giorni. La sistemazione degli edifici rispetta la struttura classica di differenziazione tra edifici rappresentativi e edifici residenziali. Autore del piano regolatore e dei progetti edilizi è l’architetto Alberto Calza Bini, coadiuvato da Giorgio Calza Bini, Gino Cancellotti e Giuseppe Nicolosi. Quest’ultimo si occupa della realizzazione degli alloggi popolari, come nel caso di Latina, e collabora anche a redigere i progetti per la piazza del Comune e l’edificio municipale di Guidonia.

Nella costruzione del nuovo insediamento, oltre a seguire quel modo di agire in fretta o “in progress”, si utilizza il vecchio disegno che prevede l’utilizzo di vecchie strade come il segno di confine della città, identificando, dunque, anche l’ampiezza ideale della città stessa. I palazzi a Guidonia seguono le linee stradali, all’interno di un criterio generale che vede gli edifici come contenitori e definitori di spazi piuttosto che come oggetti isolati nell’ambiente. La disposizione urbanistica della città conduce dal centro della città all’aeroporto, mentre il secondo snodo stradale collega l’altura che domina la città con la strada che porta a Roma. Al termine del decumano viene costruita infine la chiesa della Madonna di Loreto, con pianta a croce latina, che domina il paese sottostante collocandosi sull’altura di Montecelio, mentre all’incrocio delle due strade viene aperta la piazza. La piazza, come in tutte le città di fondazione, costituisce un elemento essenziale, presieduta dal rappresentativo Palazzo del Comune. La natura razionalista della piazza è evidente non solo dalla struttura estremamente lineare e semplificata dei singoli edifici, ma anche dalla volontà di accostare volumi puri, in cui nessuna deroga è concessa all’elemento decorativo, ma dove tutto rimane essenziale. Guidonia sembra raggiungere, vista l’esperienza fatto con le altre città di fondazione, una maggiore determinazione degli urbanisti a caratterizzarla con una architettura più confacente alle esigenze di un’estetica metafisica celebrata nei dipinti di Giorgio de Chirico. Mussolini, pone la prima pietra il 27 aprile 1935 e due anni dopo, il 21 ottobre 1937 giorno dell’inaugurazione ufficiale, descrive Guidonia: “solida, ridente e moderna, degna del nostro tempo”.

Nel marzo del 1935, Mussolini incarica l’Istituto Case Popolari di studiare il piano regolatore e la costruzione di edifici per la fondazione di una nuova città a circa trenta chilometri da Roma, sulla via Tiburtina. Dal 1916, nella zona pianeggiante ai piedi di Montecelio, gravita un piccolo aeroporto militare per l’addestramento dei giovani piloti che prende il nome dal Ten. Col. Alfredo Barbieri, morto in quello stesso anno durante un combattimento. Il risultato è Guidonia, centro che prende il nome dal Ten. Gen. Alessandro Guidoni, aviatore deceduto nel 1928 durante un volo sperimentale con il paracadute. Ed è proprio la presenza dell’aeroporto che ne suggerisce la fondazione, che dovrà ospitare ufficiali, sottufficiali ed addetti civili impiegati presso il grande centro di studi aeronautici e l’aeroporto. Il piano regolatore della città si ispira a quelli realizzati per le precedenti città di fondazione: si rilevano quindi l’impianto ortogonale di strade, la piazza civica dominata dalla Torre Littoria e, ben distinto da questa, il centro religioso costituito, nel caso di Guidonia, dalla chiesa della Madonna di Loreto, posta sulle pendici del colle di Montecelio. La città, come da cronoprogramma, è costruita in tempi brevissimi, in solo 425 giorni. La sistemazione degli edifici rispetta la struttura classica di differenziazione tra edifici rappresentativi e edifici residenziali. Autore del piano regolatore e dei progetti edilizi è l’architetto Alberto Calza Bini, coadiuvato da Giorgio Calza Bini, Gino Cancellotti e Giuseppe Nicolosi. Quest’ultimo si occupa della realizzazione degli alloggi popolari, come nel caso di Latina, e collabora anche a redigere i progetti per la piazza del Comune e l’edificio municipale di Guidonia.

Nella costruzione del nuovo insediamento, oltre a seguire quel modo di agire in fretta o “in progress”, si utilizza il vecchio disegno che prevede l’utilizzo di vecchie strade come il segno di confine della città, identificando, dunque, anche l’ampiezza ideale della città stessa. I palazzi a Guidonia seguono le linee stradali, all’interno di un criterio generale che vede gli edifici come contenitori e definitori di spazi piuttosto che come oggetti isolati nell’ambiente. La disposizione urbanistica della città conduce dal centro della città all’aeroporto, mentre il secondo snodo stradale collega l’altura che domina la città con la strada che porta a Roma. Al termine del decumano viene costruita infine la chiesa della Madonna di Loreto, con pianta a croce latina, che domina il paese sottostante collocandosi sull’altura di Montecelio, mentre all’incrocio delle due strade viene aperta la piazza. La piazza, come in tutte le città di fondazione, costituisce un elemento essenziale, presieduta dal rappresentativo Palazzo del Comune. La natura razionalista della piazza è evidente non solo dalla struttura estremamente lineare e semplificata dei singoli edifici, ma anche dalla volontà di accostare volumi puri, in cui nessuna deroga è concessa all’elemento decorativo, ma dove tutto rimane essenziale. Guidonia sembra raggiungere, vista l’esperienza fatto con le altre città di fondazione, una maggiore determinazione degli urbanisti a caratterizzarla con una architettura più confacente alle esigenze di un’estetica metafisica celebrata nei dipinti di Giorgio de Chirico. Mussolini, pone la prima pietra il 27 aprile 1935 e due anni dopo, il 21 ottobre 1937 giorno dell’inaugurazione ufficiale, descrive Guidonia: “solida, ridente e moderna, degna del nostro tempo”.

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