Pontinia

Pontinia, la terza Città nuova dell’Agro Pontino, segue il rituale di fondazione: Benito Mussolini il 19 dicembre 1934, dopo aver pernottato presso il Palazzo del Governo a Littoria e visitato i grandi impianti di canalizzazione e di sollevamento delle acque a Mazzocchio, si reca in un vasto spiazzo quadrato per procedere alla posa della prima pietra. Un anno dopo, esattamente il 18 dicembre 1935, S.E. il primo ministro partecipa alla cerimonia di inaugurazione della città. Per il piano regolatore di Pontinia non viene bandito alcun concorso nazionale. Troppe le polemiche e le richieste, da parte degli urbanisti italiani ed esteri, che hanno provocato anche una gazzarra in Parlamento tra “modernisti” e “tradizionalisti”. Ancora una volta l’O.N.C. taglia con gli indugi e l’incarico viene così affidato all’Ing. Alfredo Pappalardo, funzionario dell’ONC, con la direzione artistica di Oriolo Frezzotti. In Pontinia tutto il superfluo è bandito: rimane il puro necessario per soddisfare a quelli che sono i bisogni essenziali e fondamentali della vita rurale. Pontinia avrà certo tutti gli edifici che accoglieranno gli organi amministrativi e le varie istituzioni, ma tutto dovrà rispettare l’originario progetto di “bonifica e redenzione” dell’Agro pontino – romano in chiave agreste e anti urbana, al fine di fare salvi la semplicità ed eticità della vita rurale e la salubrità dei luoghi. Il piano regolatore si concentra, come da “modello”, sui confini delle strade che conducono alle altre città dell’Agro pontino; all’interno del quadrato che la disegna e contiene, solo tre strade principali l’attraversano. Il centro civico e amministrativo, Piazza 28 ottobre, si trova nell’angolo formato dall’incrocio di Viale del Re e Viale del Duce. Le strade delle Città nuove, soprattutto a Pontinia, tendono ad arrestarsi sui principali edifici o sulle piazze, rifiutando sia il concetto di strade apparentemente infinite, sia la moderna nozione di strade come viali con costruzioni poste come oggetti a sé stanti nello spazio verde che le accompagna.

Pontinia, la terza Città nuova dell’Agro Pontino, segue il rituale di fondazione: Benito Mussolini il 19 dicembre 1934, dopo aver pernottato presso il Palazzo del Governo a Littoria e visitato i grandi impianti di canalizzazione e di sollevamento delle acque a Mazzocchio, si reca in un vasto spiazzo quadrato per procedere alla posa della prima pietra. Un anno dopo, esattamente il 18 dicembre 1935, S.E. il primo ministro partecipa alla cerimonia di inaugurazione della città. Per il piano regolatore di Pontinia non viene bandito alcun concorso nazionale. Troppe le polemiche e le richieste, da parte degli urbanisti italiani ed esteri, che hanno provocato anche una gazzarra in Parlamento tra “modernisti” e “tradizionalisti”. Ancora una volta l’O.N.C. taglia con gli indugi e l’incarico viene così affidato all’Ing. Alfredo Pappalardo, funzionario dell’ONC, con la direzione artistica di Oriolo Frezzotti. In Pontinia tutto il superfluo è bandito: rimane il puro necessario per soddisfare a quelli che sono i bisogni essenziali e fondamentali della vita rurale. Pontinia avrà certo tutti gli edifici che accoglieranno gli organi amministrativi e le varie istituzioni, ma tutto dovrà rispettare l’originario progetto di “bonifica e redenzione” dell’Agro pontino – romano in chiave agreste e anti urbana, al fine di fare salvi la semplicità ed eticità della vita rurale e la salubrità dei luoghi. Il piano regolatore si concentra, come da “modello”, sui confini delle strade che conducono alle altre città dell’Agro pontino; all’interno del quadrato che la disegna e contiene, solo tre strade principali l’attraversano. Il centro civico e amministrativo, Piazza 28 ottobre, si trova nell’angolo formato dall’incrocio di Viale del Re e Viale del Duce. Le strade delle Città nuove, soprattutto a Pontinia, tendono ad arrestarsi sui principali edifici o sulle piazze, rifiutando sia il concetto di strade apparentemente infinite, sia la moderna nozione di strade come viali con costruzioni poste come oggetti a sé stanti nello spazio verde che le accompagna.

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